Il precedente presidente di Microsoft si è pronunciato su GNU/Linux e l’Open Source. Chiedo venia se la notizia non è fresca di frigo, ma mi era sfuggita nella marea di articoli che leggo ogni giorno. Mi limito a citare i pezzi e dire la mia sulle parole deliranti di un pazzo che vuole solo portare acqua al suo mulino.

Ovviamente riporto, invece delle sue parole testuali, i concetti, dato che l’articolo su Linux Magazine non riporta ciò che è stato esattamente detto dal biondo e losco figuro.

L’Open Source non permette di creare nuovi posti di lavoro, e mette seriamente a rischio la continuità di quelli esistenti.

Dico, fatti due conti. Da quanti anni esiste la Red Hat, biondino?

Esiste il Software Libero e il Software Open Source. Microsoft ha già regalato software ai paesi del terzo mondo.

No, ferma, aspè… blocca. Cioè, regalato? Nono, devo fare un attimo mente locale. E l’unica cosa che ricordo è il contratto letteralmente da strozzini che la Microsoft ha fatto ai paesi del terzo mondo. Senza contare che stavano pure boicottando la Microsoft per Mandriva.

Siamo totalmente contrari alla GNU GPL, che realmente non permette a nessuno di modificare il software.

Ricordiamo, in un concetto singolo, di cosa parla la GPL: puoi fare quello che vuoi con il mio software, basta che sia rilasciato sotto GPL. E tutti i kernel hacker? Con Kolivas? Morton? Non mi pare che siano esattamente nessuno.

Se inventate un farmaco credo che dovreste essere in grado di ottenere dei ricavi dal vostro lavoro.

Vabeh, lasciamo perdere. Evidentemente non hai letto la GPL. È una licenza che non parla minimamente di soldi: basta che tu rilasci il sorgente. La roba non deve essere per forza aggratis.

Concludo il post dicendo: ma possibile che in tutti questi anni Gates non abbia dato una letta alla GPL?

È con immenso piacere che informo tutti i lettori di essere stato aggregato al Planet di ArchLinux Italia.

Ringrazio voidnull per avermi accettato, e saluto tutti i nuovi lettori che provengono dal Planet.

Mi sto ancora chiedendo se forse sarebbe ora di dare un tocco un po’ più professionale al tutto.

E ho deciso di no.

Beh, credo che lo screenshot parli da solo.

A causa degli ultimi malfunzionamenti Gnome-Look si sta trasferendo, migrando ad un altro server. Nell’avviso si spera di essere di nuovo operativi dopo sei ore, ed io spero per loro che sia così.

Forza, Gnome-Look, siamo tutti con voi!

E finalmente, addio bizze :D

Dopo una caccia al malfunzionamento, sono finalmente riuscito a scoprire cosa non andava nel pacchetto emesene-svn, mantenuto da me nel mio speciale repository per Arch.

La questione è stata abbastanza semplice da risolvere: Emesene necessita del pacchetto notification-daemon per funzionare al pieno delle sue capacità, e per poter usfruire delle comodissime (e integratissime) notifiche in Python che sfruttano LibNotify. Inoltre è da qualche revisione che, se non si ha notification-daemon installato, Emesene si rifiuta di avviarsi.

Ho risolto brillantemente specificando il pacchetto incriminato tra le dipendenze; spero che non si verifichino più problemi di sorta.

Questa mi mancava, veramente.

Ci sono finito sopra per puro caso, e, mentre la linkavo ai compagni del canale, ho pensato che fosse una delle cose più geek mai viste da me in questi 17 (quasi 18) anni: un piccolo programma in Ajax che fa da frontend a Google; un frontend assolutamente geek. Una shell.

Mi ha subito colpito, tanto che ho deciso di scriverci un post: fiox ha subito concordato con me che chi l’ha scritto, e cioè Stefan Grothkopp, non ha veramente un caz tubo da fare. :D

Drugo8 (benvenuto nel canale!) credeva che fosse un prodotto Google ufficiale; l’ho rassicurato dicendogli che Google non ha soldi da buttare investendoli in qualcuno che scriva questo giochetto nerd².

E nel frattempo rotolavo dalle risate.

A questo punto, mi mancano veramente le parole. Cercare qualcosa su Google è tornato ad essere un piacere. Perchè per quanto uno si possa sforzare, non può abnegare il proprio essere geek.

Un post di congratulazioni, questo, per esprimere la mia contentezza del fatto che voidnull sia entrato a far parte, insieme ad altri candidati, dei developers di Arch Linux, in seguito alla richiesta proveniente da Aaron Griffin di personale disposto a mantenere pacchetti in [extra].

Che dire, come dicevamo prima, è solo un primo passo in attesa che il team di Arch diventi sempre più italiano :D

Rinnovo le congratulazioni già fatte in #archlinux a voidnull. Adesso lavora, schiavo! :lol:

Da qualche settimana ormai è iniziata l’estate, e sul mio hard disk ha trovato spazio anche KDE 4, ovviamente compilato da SVN.

Siccome non penso di voler mai sprecare un secondo del mio tempo a compilare sorgenti SVN di KDE, mi affido quotidianamente ad un repository altamente nocivo per Arch che ho scoperto solo di recente.

Vediamo quindi come installare KDE 4 sulla nostra Arch Linux, impacchettato quotidianamente; consiglio la lettura della procedura nel suo insieme, per evitare sorprese :D

Aggiungiamo in cima al nostro pacman.conf le seguenti righe:

[kde]
Server = http://pkg.markconstable.com/kde/i686/

Per Arch 64 basta sostituire “i686″ con “x86_64″.

Adesso, occhio: desumo dal nome dei pacchetti che si sovrascrivano a KDE 3, quindi, cari utenti Arch che avete KDE 3.5, in caso non vi piaccia KDE 4 dovrete reinstallare successivamente la versione di Arch. Per gli utenti Gnome invece non sono indicati particolari problemi.

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Come ogni buon software open che si rispetti, non poteva che essere salutato dal tripudio e dall’ovazione della folla: il nuovo Firefox 3, nome in codice Minefield, è uscito ieri stabilendo oltretutto il record di download giornalieri di un’applicazione. Che dire, un’entrata in scena col botto, quella del nuovo panda cinese (anche se io lo chiamo affettuosamente volpaccio), che però si è fatto notare per un piccolo incidente di percorso, o almeno per me ha perso dei punti.

La lodevole iniziativa del Team Mozilla infatti, il Download Day, non è stata un completo successo: appena iniziata la maratona infatti, essendosi precipitati i fan del noto browser a scaricare la nuova versione, chi per Windows, chi per Linux, i server di mozilla.com e mozilla.org hanno collassato, e sono rimasti in piedi solo gli altri siti marcati Mozilla, come Mozilla Italia e Mozilla Europe. Facendo poi un accesso serale, mi sono accorto che finalmente l’Italia era stata presa in considerazione, così come l’Europa, quindi era aggiornata.

A quel punto ho scaricato Firefox 3 e l’ho installato: a parte un piccolo problema, che però ho scoperto risiedere nel mio PC e non in Firefox (infatti mi è bastato purgare la mia installazione precedente), va tutto a meraviglia.

Sono felicissimo, da Gnomer, di vedere che hanno integrato un buonissimo supporto ai controlli GTK+; le estensioni ci sono quasi tutte: secondo me quelle pochissime che mancano in qualche giorno saranno di nuovo disponibili.

Che dire allora, se non enjoy :D

Oggi mi sono imbattuto in questo giovane blog: si tratta dello spazio web di un bambino, Daniele Fiorenza, affetto da sindrome di Keppen-Lubinsky. Questa sindrome porta lipodistrofia, soprattutto per quanto riguarda il volto, e ritardo nello sviluppo motorio.

Nonostante tutto ciò, dalle varie foto presenti sul sito si può evincere che Daniele, pur portando questo gravoso peso, è una persona felice. Lasciate qualche commento, e facciamoci sentire, noi del popolo della blogosfera. Ogni altra parola è inutile; sta a voi passare parola.

Non c’è molto da dire sul prologo della storia: un po’ di giorni fa, preso dalla voglia di provare qualcosa di nuovo, ho formattato l’intero hard drive da quaranta gigabyte per inserire poi nel lettore il CD 1 di FreeBSD.

L’installazione di FreeBSD mi era stata riferita come particolarmente ostica da alcune persone di Cosenza conosciute all’OpenMind, così mi sono detto:

Se riesco con BSD, posso installare tutto!

Una volta cominciata quindi l’installazione, mi sono messo seduto e ho cominciato a premere in modo convulso sulla tastiera. È andato tutto bene, per fortuna, finchè non sono arrivato al partizionamento. :|

L’installer infatti mi fa:

Vabeh, dobbiamo creare la partizione FreeBSD.

Gli ho risposto quindi in tono pacato:

Puoi anche spazzare via l’intero disco, non c’è problema.

Al che mi sono trovato davanti ad una domanda che non mi sarei mai aspettato: mi chiedeva di creare delle sotto-partizioni (o qualcosa di simile), al che ho cominciato ad andare nel panico, e ad accorgermi della prima differenza da Linux:

La nomenclatura delle periferiche è completamente diversa: eth0, hda1… scordatevi tutto ciò.

Per ben tre volte ho provato a creare queste sotto-partizioni manualmente, ma all’inizio del controllo di queste ultime, mi si diceva che ne mancava sempre qualcuna. Al che ho mandato gentilmente a quel paese l’installer, e ho usato l’opzione per l’auto-partizionamento.

Risolta questa ultima bega (sia benedetto chi ha inventato l’automazione), l’installazione è cominciata.

È anche finita. E velocemente anche :D

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